NON SPRECHIAMO L'ACQUA


IL LIBRO BLU

di Simonetta Mitola

Lo sapevate che per produrre un chilo di formaggio servono 5mila litri di acqua e per un chilo di carne rossa ne servono 15.500? Il bilancio è nettamente migliore per i prodotti di origine vegetale: per un chilo di pomodori servono solo 184 litri di acqua, 140 per una tazzina di caffè. Gli alimenti di origine animale, infatti, necessitano di più acqua perché bovini e ovini vanno cresciuti e nutriti nel corso della vita e consumano ingenti risorse idriche anche per la produzione del foraggio. Pur essendo una risorsa rinnovabile l’acqua è comunque scarsa, e solo lo 0,001%, sui circa 1,4 miliardi di Km3 d’acqua presenti sul pianeta, è effettivamente a disposizione del consumo umano. Come sottolinea la World Bank, l’acqua non possiamo produrla ma solo "contenere, incanalare, raccogliere, purificare, confezionare, trasportare e trasformare".



Maglia nera all’Italia
Senza oro blu non possiamo vivere, eppure ne dissipiamo quantità enormi. Solamente nel nostro paese nel 2010 sono stati sprecati 12,6 miliardi di metri cubi d’acqua serviti per 14 milioni di tonnellate di prodotti agricoli rimasti nei campi. In parole povere, per produrre pomodori, mele e olive che non sono nemmeno arrivati sulle bancarelle dei mercati è stata utilizzata una quantità d’acqua pari a 1/10 di quella presente nel mare Adriatico. Maglia nera, dunque, all’Italia per gli eccessivi sprechi idrici: secondo Eurostat il nostro Paese ha il livello più elevato di consumo d’acqua per usi domestici dell’UE: 78 metri cubi all’anno per abitante. Il tasso più alto d’Europa.

Un anno contro lo spreco
I dati sono davvero sconfortanti. Considerando che, nel mondo, sono 1,4 miliardi le persone che non hanno accesso all’acqua potabile e 2 miliardi quelle che usano acqua in cattive condizioni igieniche (fonte: Last Minute Market, www.lastminutemarket.it), lo spreco di una risorsa tanto importante è inquietante. A partire da queste considerazioni e dai dati che ogni giorno diventano più allarmanti, di particolare rilievo sono le iniziative promosse da Last Minute Market che, quest’anno, ha lanciato il Libro Blu contro il dispendio idrico in sinergia con l’Università di Bologna e il Parlamento Europeo.


Immagine tratta dallo spettacolo -Spr+Eco, di e con Andrea Segrè e Massimo Cirri, produzione Promomusic illustrata da Altan, musiche di Mirco Menna eseguite dal vivo con Max Tagliata.

Il progetto denominato “Un anno contro lo spreco” (www.unannocontrolospreco.org) è ideato dal presidente di Last Minute Market Andrea Segrè (preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna), e ha già ottenuto un sorprendente e prezioso risultato: quello di portare ufficialmente il Parlamento Europeo ad avviare l’iter per dichiarare il 2013 Anno Europeo contro lo Spreco, e inserire così il tema della lotta agli sprechi nell’agenda europea. Il progetto lega la sua immagine al segno di Altan che ha disegnato il logo della campagna e che firma i vari materiali di comunicazione.



Ma come imparare nella vita di tutti i giorni a sprecare meno acqua? Perché preferire la dieta mediterranea? Perché ridurre il consumo di carne? Perché scegliere il cibo locale e la frutta fuori standard? Risponde a questi e ad altri interessanti quesiti il dott. Luca Falasconi, ricercatore della facoltà di Agraria, docente di Politica Agraria e Sviluppo rurale e cofondatore dello Spin-off accademico Last Minute Market che ha promosso la campagna Un anno contro lo spreco.


Luca Falasconi

1. Quali sono gli obiettivi e le finalità di Last Minute Market?

Ridurre lo spreco, in primis quello alimentare, e laddove ciò non è possibile trasformarlo in risorsa, recuperandolo e distribuendolo in modo gratuito ad enti ed associazioni che fanno assistenza a persone in condizione di disagio.


2. Contro gli sprechi idrici Last Minute Market ha avviato quest'anno la campagna "Libro Blu", in che cosa consiste?

Il libro Blu è un volumetto nel quale si vuole dare un quadro generale di quella che è la disponibilità, l'utilizzo e lo spreco di acqua. Mettendo in evidenza la disparità di accesso alla risorsa acqua nelle varie parti del mondo e soprattutto mettendo in evidenza che cosa vuol dire, in termini di sciupio di acqua, lo spreco alimentare.


3. Ciò che fa davvero rabbia è l'acqua sprecata per coltivare frutta e ortaggi che poi non vengono né raccolti né venduti. Come è possibile evitare tale danno?

Non è semplice, non è possibile stabilire a priori la quantità di prodotto che un campo mi darà, sono troppe le variabili che influenzano la resa (andamento climatico, attacchi parassitari, piovosità ecc.) e molte di queste non sono controllabili, per cui è possibile che si produca più del necessario. Ma c'è però qualcosa che possiamo fare, cioè acquistare cibo locale, richiedere prodotti anche se fuori standard (mele piccole o troppo grandi per esempio), acquistare frutta e verdura di stagione. È inutile consumare fragole a dicembre quando queste arrivano da non si sa dove, quando abbiamo ottimi agrumi "nostrani".




4. Quali consigli concreti può fornire ai singoli cittadini per contribuire a contenere lo spreco idrico nella vita di tutti i giorni?

Eccone alcuni.
• Utilizzare uno sciacquone a flusso differenziato: fa risparmiare ad una famiglia di quattro persone fino a 30.000 litri d'acqua all'anno.
• Installare riduttori di flusso su rubinetti e doccia: consumano il 50% in meno.
• Riparare i rubinetti. Una perdita di 90 gocce al minuto spreca in un anno 4.000 litri di acqua.
• Comprare lavatrici e lavastoviglie di classe A o superiore e usarle solo a pieno carico.
• Fare la doccia invece del bagno, si risparmia ogni volta fino a 100 litri d'acqua.
• Innaffiare le piante di sera, quando l'acqua evapora più lentamente e se ne spreca meno. Se si possiede un giardino, installare un impianto di irrigazione a goccia, programmandolo per entrare in funzione di notte.
• Lavare l’auto con moderazione, soprattutto d'estate, quando la disponibilità di acqua diminuisce.
• Riciclare l'acqua. Ad esempio quella della bollitura della pasta è ottima per lavare i piatti perché, essendo ricca di amidi, è sgrassante. Usare l'acqua in cui sono state lavate le verdure o l’acqua piovana per annaffiare orto e fiori fa risparmiare circa 6.000 litri l'anno.


5. Perché la dieta mediterranea aiuta a contenere il consumo idrico?

Molto semplicemente perché fa un minor utilizzo di carne, e la carne è uno dei prodotti alimentari a più alto contenuto di acqua virtuale.


6. Come facciamo a scegliere prodotti alimentari a basso impatti idrico? Quali sono?

La rete, in questo, ci viene incontro. Nel sito www.waterfootprint.org vi sono le tabelle con i contenuti di acqua virtuale di tutti i prodotti alimentari grezzi e trasformati.


7. Perché l'agricoltura biologica consuma meno acqua per le coltivazioni?

Perché utilizza tecniche colturali che permettono al terreno di trattenere meglio l'acqua piovana e riducono l'evapotraspirazione. Inoltre, non utilizzando prodotti chimici di sintesi, riduce notevolmente l'inquinamento delle falde.




8. Secondo vostre fonti, nel mondo ci sono 1,4 miliardi di persone che non hanno accesso all'acqua potabile, secondo lei nei prossimi anni come si evolverà la situazione?

Molto probabilmente peggiorerà, per tre motivi principali:
• la popolazione è in aumento per cui la richiesta aumenterà;
• i cambiamenti climatici in atto rendono l'acqua sempre più scarsa;
• l'impatto che l'uomo ha sull'ambiente è in aumento per cui l'inquinamento dell'acqua potabile è destinato a crescere.


9. Un altro grande problema della nostra società consiste nella quantità spropositata di cibo buttato via, la cui produzione richiede tonnellate di acqua. In tal senso, nel 2010 avete promosso il "Libro Nero" contro lo spreco alimentare, in che cosa consiste?

In realtà non è un libro contro lo spreco alimentare. È un libro in cui, per la prima volta in Italia, si quantifica lo spreco di cibo del nostro sistema economico. L'obiettivo è quello di far aprire gli occhi ai consumatori, attraverso i numeri, per far aumentare la consapevolezza verso un gesto, come quello del mangiare, che ogni giorno viene ripetuto almeno 2-3 volte e dato per scontato. Nel momento in cui una cosa è scontata, perde valore e, se si spreca qualcosa, non ha importanza proprio perché non ha più un valore. È quello che sta accadendo con il cibo, non si fa attenzione a ciò che si butta via e tale gesto non scandalizza più nessuno.


10. Cosa possiamo fare, nella vita quotidiana, per contenere lo spreco alimentare?

Riappropriarci del senso dei gesti. Mangiamo tre volte al giorno non perché è routine ma perché è metabolicamente necessario. Se non lo facciamo, rischiamo prima la denutrizione e poi la morte, ma dare per scontato che ciò è normale ci fa perdere il senso del gesto.

(31 Luglio 2011)
© Copyright Alteritalia